Il PLR si impegna per imposte eque e pari diritti. Il partito liberale radicale si oppone alla visione retrograda della famiglia veicolata dal Centro e dall'UDC. Anche la CET-N è favorevole all'imposizione individuale. Sulla base del compromesso proposto dal presidente del PLR, Thierry Burkart, la Commissione ha presentato una soluzione che può essere sostenuta da tutte le forze progressiste del Parlamento. Il lavoro sarebbe finalmente remunerativo per tutti, indipendentemente dallo stato civile.
Il perfido gioco del Centro
Un compromesso simile è stato recentemente sepolto al Consiglio degli Stati, non tanto per divergenze di fondo, ma per motivi di politica partitica. I consiglieri agli Stati del Centro hanno infatti deliberatamente affossato il progetto aggiungendo massicci aumenti delle imposte per i genitori e le persone sole.
L'obiettivo di questo subdolo stratagemma è chiaro: impedire che la proposta del PLR di introdurre l'imposizione individuale si concretizzi. I Consiglieri agli Stati del centro hanno votato sistematicamente contro le proprie convinzioni. E hanno accettato il fatto che le donne continuino a essere danneggiate dal sistema fiscale.
SÌ alla parità dei diritti
Insieme ad altre forze progressiste, il PLR è riuscito a elaborare un compromesso accettabile nella Commissione CET-N. Se il progetto sarà approvato dal Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati avrà una seconda possibilità di pronunciarsi.
Questa riforma, la più importante da decenni in materia di parità dei diritti, deve finalmente vedere la luce. Parità dei diritti o belle parole? Progresso o politica politicante? Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati dovranno fare una scelta nelle prossime sessioni parlamentari.